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Esposizione bici d'epoca

1-4 ottobre 2026

MOSTRA_BICI
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Una collezione privata entra a CasaMatta e diventa esperienza condivisa: le bici d’epoca di Gianfranco Benvenuti

 

di Silvia Ammavuta per Diari Toscani

Diari Toscani incontra il collezionista Gianfranco Benvenuti in occasione dell’inaugurazione della mostra Bici d’epoca che si è tenuta a CasaMatta, a Gaiole in Chianti, in cui sono esposte le biciclette della sua collezione.  Ci sono oggetti che appartengono al passato e che, proprio per questo, hanno ancora molto da raccontare al presente. Le biciclette d’epoca di Gianfranco Benvenuti sono uno di questi: non soltanto pezzi da collezione, ma testimonianze di un modo diverso di vivere il tempo, il viaggio e il territorio. A Gaiole in Chianti, nei giorni dell’Eroica, quelle biciclette escono per la prima volta dalla dimensione privata del collezionista e arrivano a CasaMatta, luogo di incontro, cultura e socialità. È qui che il passato torna a muoversi: attraverso una collezione, ma anche attraverso le strade del Chianti, i suoi borghi, i suoi paesaggi, la sua cucina e quella particolare forma di arte che nasce dall’esperienza e dalla condivisione. Una bicicletta, allora, può diventare molto più di un oggetto d’epoca: può essere un modo per attraversare la memoria, incontrare il territorio e riscoprire il piacere di condividere una passione.

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Gianfranco, perché la decisione di esporre le tue biciclette vintage?

Perché dopo tanti anni che le colleziono ho deciso di condividere questa mia passione con altre persone per la prima volta, non lo avevo mai fatto prima, forse per riservatezza.

La tua passione è solo il collezionismo o anche pedalare?

Mi piace andare in bicicletta, anche se ho poco tempo a disposizione. E l’altra mia passione è appunto il collezionismo vintage, che non sono solo le biciclette, anche altri oggetti.

A cosa è dovuta questa passione? A un legame particolare con il passato?

Non saprei dirti il perché preciso, diciamo che tutto ciò che riguarda il passato mi affascina e incuriosisce più del presente e forse anche del futuro.

Quindi se tu potessi, ipoteticamente, fare un viaggio nel tempo andresti nel passato o nel futuro?

Nel passato, è meglio.

Perché?

Ormai ho qualche anno sulle spalle e posso dirti che mi trovavo meglio prima che adesso. Anche se la speranza che vada a migliorare c’è sempre.

Queste biciclette che sono in mostra a CasaMatta, tu le usi?

Alcune sì, quelle pedalabili. Quelle più datate le tengo a riposo per timore che si rovinino, anche perché i pezzi di ricambio non si trovano più.

Prima ho guardato le date scritte sui cartellini delle biciclette, quella più antica è del 1939!

Sì, ed è quella che lo scorso anno ha vinto il “Concorso di eleganza” che si è tenuto qui a Gaiole in occasione dell’Eroica — c’erano moltissime biciclette provenienti da tutto il mondo.

La prima bicicletta che hai recuperato dal passato?

La prima è stata una Tornado degli anni ’70, e l’ho regalata a mia figlia, da lì è iniziata la sua passione per la bicicletta e ha fatto L’Eroica più di una volta.

Le biciclette qui esposte hanno mai partecipato all’Eroica?

No, perché sono pregiate. Per fare L’Eroica io ne ho altre.

Dove si possono recuperare delle biciclette vintage?

Io le ho trovate in svariati modi, ma la mia grande fortuna è stata incontrare a Vincenzo Paccari, grande conoscitore di biciclette, purtroppo è venuto a mancare pochi anni fa. Grazie a lui ho capito cosa volesse dire fare collezionismo.

Cioè? Non basta che siano vecchie?

No, devono avere certe prerogative e caratteristiche. Le Bianchi, per esempio, sono le più costose, ma sono anche molto più interessanti sul mercato quando vai rivenderle.

Quindi c’è un mercato importante nell’ambito delle biciclette d’epoca?

Sì, qualche anno fa era un po’ più fiorente, ma anche oggi tiene.

Dove è possibile acquistare delle biciclette vintage?

Anni fa si potevano trovare anche nei mercatini, oggi non è più così, ci sono dei canali specifici.

Volendo, è possibile anche fare uno scambio? Tipo figurine!

Raramente, lo scambio avviene grazie alla pecunia.

Hai un luogo particolare dove tieni le tue biciclette?

In casa! Ho una stanza nell’appartamento riservata appositamente a loro, stanno al fresco in estate e al caldo in inverno!

In tutto quante ne hai?

Una ventina.

Necessità specifiche di manutenzione?

Non usandole non è così necessario. Ogni tanto posso ungere la catena e poco altro, quello che faccio è spolverarle.

Oggi siamo a CasaMatta, un locale polifunzionale dedicato alle arti, un luogo di socialità, un centro culturale e c’è stata l’inaugurazione della tua mostra… proviamo a fare una connessione un po’ ardita fra le biciclette e l’arte, e già che ne abbiamo parlato, anche tra pedalata e passato. C’è una parola, una chiave di lettura che unisce questi aspetti?

L’Eroica.

Credi che nell’Eroica ci sia anche un forma di arte?

Indubbiamente. Basta pensare dove arrivi pedalando: natura, castelli, borghi antichi.

Perciò la bicicletta può essere l’occasione per immergerci nell’arte.

Non solo arte intesa come dimore storiche, ma anche il cibo, che è pure un’arte. Durante i percorsi ci sono delle tappe dove si mangia, prevalentemente piatti chiantigiani.

Cosa significa per te essere qui oggi, in occasione dell’Eroica, ospite di CasaMatta?

Per me, che sono gaiolese, è bellissimo, nel mio caso il coronamento di una passione.

Come si coltiva una passione?

Ce l’hai dentro.

E se volessi appassionarmi di bicicletta, questo tipo di bicicletta, cosa mi suggeriresti di fare?

Mi è già capitato, con Klorilda, la mia compagna che non conosceva niente di questo mondo. Nel 2017 le comprai una bicicletta e facemmo L’Eroica insieme, le piacque così tanto che si è appassionata.

Per chi volesse visitare questa mostra fino a quando sarà possibile?

Con la conclusione dell’Eroica terminerà anche la mostra, per adesso non ho programmi futuri per altri eventi, ma chissà!? Importante è aver avuto questa opportunità, è stata la prima ma non è detto che non si presentino altri occasioni in futuro.

Chianti Natural Festival

28 giugno 2026
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Inaugurazione

CASA MATTA 

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